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IL CORAGGIO DI FARE MARCIA INDIETRO

L’articolo 16 della Legge 148 del 14 settembre 2011 (Manovra Finanziaria 2011) dispone una serie di misure da adottare per la riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica nei Comuni e la razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali. Sulla spinta delle richieste arrivate dall’Unione Europea per ridurre il nostro pesante deficit pubblico, il Governo ha ritenuto di obbligare i piccoli comuni, con popolazione inferiore ai 1000 abitanti, a gestire dal prossimo 13 agosto tutte le funzioni amministrative in forma associata mediante una Unione dei Comuni che abbia popolazione superiore a 5000 abitanti (3000 se Comuni montani), disponendo inoltre una drastica riduzione del numero di Consiglieri e di Assessori. Tali disposizioni hanno anche profonde conseguenze sulle Comunità Montane. Tali disposizioni rischiano di fatto di far scomparire molti dei tanti piccoli Comuni di cui è ricco specialmente il nostro Piemonte. Sarebbe una perdita gravissima. La secolare storia dei nostri Comuni, il nostro stile di vita, l’energia delle nostre piccole comunità, i loro valori culturali, ne subirebbero conseguenze pesanti tanto più negative in un periodo in cui la confusione e lo smarrimento sono per molti la conseguenza del tempo in cui viviamo. Se da un lato è auspicabile che i nostri Comuni si organizzino tra loro per la razionalizzazione dei servizi prestati anche per perseguire opportuni risparmi, non è pensabile cambiare in tutta fretta un’organizzazione che da sempre è il fondamento della società italiana. I nostri tanti amministratori pubblici, sindaci, assessori e consiglieri dei piccoli Comuni, svolgono quasi tutti un’attività di puro volontariato la cui eliminazione sarebbe un danno gravissimo, per non parlare dell’impoverimento della partecipazione democratica. Quanto alle Comunità Montane, se da un lato è opportuno meglio definire i criteri della cosiddetta “montanità”, per stabilire quali sono i Comuni che possono farne parte, d’altro canto non si può pensare di eliminarle con un colpo di spugna realtà che in molti casi si sono rivelate positive esperienze territoriali. Chiediamo al Governo Monti che, con coraggio, voglia fare marcia indietro rispetto a quanto previsto dal citato articolo 16, riflettendo con calma sui più opportuni provvedimenti da adottare per conseguire maggior efficienza e risparmi nella gestione degli Enti Locali senza però sconvolgere le fondamenta del nostro vivere comune.

Un caro saluto.

Roberto TENTONI

23 novembre 2011

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